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L'Almanacco di Tempi-Dispari

L’Almanacco di Tempi-Dispari – 25 Luglio

25 Luglio.

Venerdì!!! Il fine settimana è alle porte e… e noi effettivamente non abbiamo un granchè da fare se non spiaggiarci al mare quando si può!!!
Ma si, ovviamente non vi lasciamo soli!!! L’Almanacco è sempre pronto!!!
1966 – A San Francisco, CA, i Rolling Stones tennero l’ultimo concerto americano con Brian Jones.
1967 – I Beatles e altre band britanniche provarono a convincere il governo inglese a legalizzare la marijuana.
1969 – Neil Young fece la sua prima apparizione con Crosby, Stills and Nash.
1970 – I Chicago rilasciarono “25 or 6 to 4“.
1971 – I Beach Boys rilasciarono l’album “Surf’s Up.
1980 – I KISS introdussero il loro nuovo batterista, Eric Carr, al Paladium di NYC.
Nati Oggi:
Jim McCarty (Yardbirds) 1943
Verdine White (Earth, Wind & Fire) 1951
Thurston Moore (Sonic Youth) 1958
Video del Giorno:
Beach Boys – Surf’s Up!

03-AlanaParsons-23luglio2014-©EmanuelaVh.Bonetti

Anime gemelle? Urock ftg Alan Parsons @ Roma Airport One

Testo a cura di Antonella Tocca – Foto gentilmente concesse da Emanuela Bonetti

Galeotto fu Internet? Incontro sul web tra gli Urock e Alan Parsons e colpo di fulmine tra la nota band romano-losangelina ed il grande musicista che fu (non solo) artefice del sound dei Pink Floyd e che vanta una strepitosa carriera dagli anni ’70. Risultato? I brani del secondo disco degli Urock prodotti anche da Mr. Parsons. Non solo: dopo un ancor ricordato Centrale Live, il palco di Airport One del 23 luglio a Roma condiviso per uno show di livello. Urock featuring Alan Parsons, attesi il 24 anche a Treviso, hanno sdoganato il grande palco sotto un cielo stellato alle 23 e con un pienone di pubblico che li ha, ebbene si, preferiti agli altri grandi eventi offerti in contemporanea dalla capitale.
Oscurità” all’attacco per i pezzi degli Urock, in formazione voce chitarra basso tastiere e batteria per un repertorio tutto alternative punk rock. Seguono “Dioniso” e il nuovo “My rock n roll“. Il segnale è arrivato dal vocalist Umberto Sulpasso alias Tom Mortadello, come scherza su di se lo stesso frontman, che presa la chitarra in aggiunta al microfono é passato dai brani in italiano a quelli in inglese lanciando “Free to our ride” e “Dark Rain” con appunto qualche goccia di pioggia a sottolineare il momento. Reduci dai Revolver Studio di Guidonia dove sono stati lavorati questi ultimi pezzi, gli Urock dopo i ringraziamenti di rito hanno proseguito la parte in inglese dello show. “St. Louis last good bye” é un altro brano mixato da Mr. Parsons ed eseguito dal vivo. Tempo di “Automa”, la hit single in italiano del gruppo, ed è profondità post moderna, ma è con il nuovo “Chocorock” che il pubblico é stato coinvolto nei cori, fino a “Sono vivo” che ha concluso la parte in esclusiva degli Urock a mezzanotte suonata.
I proggers nel pubblico hanno dimenticato la loro compostezza ed un boato ha salutato l’arrivo sul palco di Alan Parsons, altissimo dietro chitarra e tastiere. “Don’t answer me” a quattro voci con gli Urock ha strappato le prevedibili acclamazioni, ma “Eye in the Sky” si è presa il meglio, in versione finalmente e abbondantemente prog nella generosa intro che ognuno aspettava. L’uscita del celebre sound engineer dopo soli due pezzi ha lasciato deluso il pubblico, ma era una finta, perché la rockstar é rientrata per un brano di commiato a cui ha aggiunto a sorpresa “Where do we go from here”. E scusate se è poco.

Concerto patrocinato dall’assessorato allo sviluppo delle Periferie di Roma Capitale in collaborazione con Radio Rock.

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The National: rock, passione ed energia tra la folla dell’Auditorium

Testo a cura dell’ufficio stampa Auditorium Parco della Musica - Foto di Musacchio e Ianniello

Ancora un sold out nella cavea dell’Auditorium, questa volta per opera della la band newyorkese capitanata da Matt Berninger, una delle formazioni rock più amate (tra gli altri, da Barack Obama), importanti e influenti del panorama contemporaneo. Un concerto memorabile, acclamato fino al punto da spingere Berninger a immergersi tra le onde di fan che si infrangevano lungo il palco sotto le stelle.

Ritorna a Luglio Suona Bene, dopo il sold out dello scorso anno, The National, la band di New York capitanata da Matt Berninger. Il sesto e ultimo album del gruppo, “Trouble Will Find Me”, uscito nel 2013, è valso al quintetto la nomination ai Grammy Awards come “Best Alternative Album 2013” e ha consacrato definitivamente la band come una delle formazioni rock più importanti e influenti del panorama contemporaneo.

The National, ovvero Aaron Dessner, Bryce Dessner, Scott Devendorf, Bryan Devendorf e Matt Berninger si formano nel 1999 a Cincinnati, in Ohio. Si trasferiscono presto a New York ottenendo, sin dagli esordi, il favore e l’approvazione della critica internazionale; è nel 2005, con il bellissimo “Alligator”, uno degli album indipendenti più chiacchierati e amati di quell’anno, che il gruppo è stato scoperto e apprezzato da un pubblico più vasto, grazie anche a memorabili performance dal vivo.

Nel 2010 esce High Violet che ha portato alla band il successo globale sia dal punto di vista commerciale che della critica musicale. Nei loro album ci sono echi che rimandano a Leonard Cohen, Grace Paley, Nick Cave, John Ashbery, The Smiths e Tom Waits, ma il pedigree del gruppo è sempre più difficile da tracciare e alla fine il loro suono tende a somigliare di più soltanto a se stesso: un boato meditativo che inizia nel cuore, viene catturato nel cervello e risuona all’esterno.

Il loro ultimo album, “Trouble Will Find Me è la raccolta di brani più audace prodotta dai National nei 14 anni della loro carriera. In un’intervista con la rivista britannica Uncut, Matt Berninger ha descritto le canzoni come più «immediate e viscerali» rispetto ai loro lavori precedenti. Trouble Will Find Me” possiede una spontaneità, una coerenza e un’accessibilità che suggeriscono che la band non sia mai stata così sicura di sé come ora.

È recente l’uscita negli Stati Uniti di “Mistaken for Strangersil documentario sulla band girato dal fratello di Matt Berninger e presentato con successo al Tribeca Film Festival.

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Prong: il tempo che non passa

Testo  e foto a cura di Carmine Rubicco

Più passa il tempo e meno il tempo sembra passare per alcune storiche band. Tra queste sono da annoverare certo i newyorkesy Prong al Lo Fi di Milano martedì 22 luglio. Gli americani sono uno di quei gruppi che pur non avendo mai raggiunto il mainstream meritato, hanno indelebilmente segnato l’evoluzione della musica “estrema”. Il loro stile è stato precursore di moltissime band tra cui non sfuggono i Pantera e una miriade di gruppi oggi definiti crossover. Read More

Pas de Deux - copertina

Martha J. e il jazz, un amore mai sopito

Intervista raccolta da Carmine Rubicco

La carriera,  iniziata  nel 1986 a Milano, ha portato Martha J. nel 1990 alla partecipazione al festival di Sanremo con i Proxima. Dal 1999 la cantante si dedica quasi esclusivamente al jazz.  In questi anni ha suonato con numerosi musicisti in club, festival ed eventi in tutta Italia e all’estero.  Nel 2008 pubblica 2 cd dedicati agli standard jazz: ‘That’s it!’ e ‘No one but you‘. Nel 2010 arriva “Dance your way to heaven“, un CD con brani originali scritti col pianista Francesco Chebat con il quale prosegue una proficua collaborazione. Nel 2012 esce “Harlem Nocturne“, un nuovo album dedicato agli standard jazz. Il 2014 è l’anno di “Pas de Deux“. In questa intervista a Tempi Dispari il duo racconta il nuovo disco e i progetti futuri. Read More

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New Trolls ftg Vittorio De Scalzi: il prog italiano fa scuola agli UK

Intervista di Carmine Rubicco e Antonella Tocca (Click here for english version)

Di fresca uscita la notizia della partecipazione al decimo Summer’s End progressive Rock Festival in UK, e il nome tutto italiano di New Trolls ftg Vittorio De Scalzi è headliner nel bill del 27 settembre preceduto dall’aggettivo “legendary”. Dopo la tournée 2014 ed i sold out in Giappone e Corea, a celebrare degnamente i 45 e più anni di carriera di Vittorio De Scalzi, tastiere, voce, protagonista e mente instancabile del gruppo di Genova che tra gli altri capolavori firmò Concerto Grosso sposando in stile tutto italiano la musica sinfonica al progressive ed al rock di più illustre razza, ecco l’esclusiva intervista che il maestro De Scalzi ha rilasciato a Tempi-Dispari. Read More

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Poco New ma molto Romantic: Tony Hadley canta i suoi Spandau Ballet a Roma

Testo di Antonella Tocca e Ilaria Degl’Innocenti – Foto di Ilaria Degl’Innocenti

Tony Hadley @ Porte di Roma sabato 19 luglio organizzato da Centro Commerciale Porte di Roma all’interno della manifestazione Live. Mr. Voice of the Spandau Ballet, al secolo Anthony Patrick Hadley, ha guadagnato il palco puntualissimo e… altissimo con la sua band alle 21.40 e in un elegante completo nero e camicia candida ha dato il via ad una cavalcata che ha entusiasmato le migliaia di persone di ogni età che per ore lo hanno aspettato ed hanno colmato all’inverosimile il grande piazzale. Classe 1950 e classe da vendere, cantante autentico e di riconosciuto grandissimo spessore vocale, Hadley ha proseguito dopo il 1989 che vide lo scioglimento degli Spandau Ballet una carriera solista di successo. Con batteria, basso, tastiere, chitarra e l’immancabile sax il grande frontman con perfetto controllo di voce ha snocciolato le immortali hits scritte da Gary Kemp nei dieci anni vissuti come Spandau Ballet. Il concerto gratuito per il pubblico ha segnato un successo con la colonna sonora della hit di esordio To cut a long story short, seguita da Highly Strung, I’ll fly for you, Only when you leave, Round and Round, la hit degli U2 With or without you, True, Through the barricades, Lifeline, poi Tony Hadley ha fatto una pausa per ammettere che vorrebbe parlare meglio in italiano, ed ha raccontato in inglese di un certo Freddie Mercury e di certi Queen celebrandoli con una splendida vestigiale sognante Somebody to love da brivido. Un omaggio ai rivali di sempre Duran Duran con la loro hit Rio non poteva mancare. Gold vorrebbe essere il pezzo finale ma l’indestructible ugola di Mr. Hadley regge magnificamente anche il bis con Dakota degli Stereophonics, quello di “take a look at me now”. E il pubblico ha raccolto eccome l’invito; l’attenzione è tutta per Mr. Hadley.

Il New romantic più vivo che mai per cento minuti di sogno sotto il cielo della città più romantica del mondo.

Tony Hadley Voce (ex Spandau Ballet)
John Keeble Batteria (ex Spandau Ballet)
Philip Taylor Tastiere
Philip Williams Basso
Richard Barret Chitarra

Per info sugli eventi Porte di Roma Live:
https://www.facebook.com/events/253936864793288/?ref=ts&fref=ts

TD & Anthrax

Video-intervista di Luca Fizzarotti a Scott Ian degli Anthrax

Il nostro Luca Fizzarotti incontra Scott Ian degli Anthrax in occasione della data romana all’Orion Live Club in una esclusiva intervista

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Cortometraggio: Andrea Cassetta


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