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Video del giorno                                                                              Blondie's Own                                                                              Le video interviste di Tempi Dispari



Jack Bruce

Si è spento a 71 anni Jack Bruce storico bassista dei Cream

Testo a cura di Alex Pompili

Si è spento a 71 anni Jack Bruce storico bassista dei Cream. Scozzese di origine, John Symon Asher Bruce questo il suo vero nome, era malato da tempo. La sua morte sembra sia attribuibile alla sua malattia che lo aveva colpito già dieci anni fa. A darne notizia la famiglia via web. Già nella leggenda assieme ad Eric Clapton e Ginger Baker con i Cream, John affonda le sue basi musicali nel jazz iniziando la sua carriera con John Mayall. Collaborò anche con Frank Zappa con cui scrisse e incise ‘Apostrophe‘ e, assieme a John MacLaughlin e Carlos Santana, incide nel ’78 l’album Electric Guitarist. Ma è con i brani dei Cream, autore tra gli altri delle celebre Sunshine of Your Love, che raggiunge fama e successo.

L'Almanacco di Tempi-Dispari

L’Almanacco di Tempi Dispari, 25 ottobre

Buon fine settimana con il nostro Almanacco e non dimenticate di tirare indietro le lancette questa notte.

1964 -Rolling Stones fanno la loro prima apparizione al “The Ed Sullivan Show.” 
1967 - The Supremes pubblicano il singolo “In And Out Of Love”. 
1969 - I Pink Floyd pubblicano “Ummagumma” in Inghilterra. 
1994 – Madonna pubblica l’album album “Bedtime Stories”. 
1995 - Il musical “Victor/Victoria” debutta a Broadway al Marquis Theatre. 
2005 – iTunes Music Store sbarca in Austaralia. 

I nati di oggi:

1944 - Jon Anderson (Yes)
1944 - Taffy Danoff (Starland Vocal Band)
1948 - Glen Tipton (Judas Priest)
1955 - Matthais Jabs (The Scorpions)
1958 - Mark Miller (Sawyer Brown)
1958 - Nick Thorp (Curiosity Killed the Cat)
1960 - Christina Amphlett (Divinyls)
1962 - Chad Smith (Red Hot Chili Peppers)
1984 - Katy Perry

Il video di oggi sono gli Scorpions con Black Out

U2 Cardiff

Siamo i nuovi U2 ma quel reporter non lo ha capito. Incompetente!

Testo a cura di Carmine Rubicco

È sempre successo, succede tuttora e continuerà a succedere. Quando una band vede la propria musica letta alla luce di ascoltatori differenti e magari da un orecchio allenato, e questi ascoltatori non soddisfano la fame di accettazione dei musicisti, il risultato è automatico: il critico di turno improvvisamente diventa un inetto, ignorante, incompetente e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo per le band, esibirsi su un palco e proporre materiale originale, le pone in una situazione scoperta e ardua da accettare: essere “recensiti”. Il concetto che andrebbe accettato è questo: una volta arrivati su un palco con musica propria da proporre, tra gli Oasis e qualsiasi band emergente per il critico non c’è nessuna differenza. Certo, ci sono recensioni e recensioni. Quelle personali e “de gustibus” non sono recensioni. Sono pareri fini a se stessi. Quelle circostanziate e avvalorate da tesi e, soprattutto, costruttive, specie se mosse da chi con la musica ci vive, lo sono. Senza contare che spessissime volte chi recensisce è o è stato musicista.
Ma siamo in Italia e così come dopo una partita di calcio sono tutti allenatori, così come tutti sono esperti di computer, grafica, musica, cinema, fotografia, tutti sono in grado di scrivere un articolo, e tutti sono recensori di se stessi. Peccato che i sedicenti scrittori spesso, troppo spesso, non siano in grado di mettere assieme un articolo che sia degno di questo nome. Come nella musica, anche nel giornalismo esistono regole che vanno rispettate. I temi di scuola non sono articoli. Così si arriva al paradosso che qualcuno si autorecensisca e si faccia delle rettifiche per conto proprio. Lo scambio, il confronto, è l’anima della cultura, ma non quando è votato solo allo sminuire il lavoro altrui. Non quando porta a voler rispettato il proprio impegno, messo in quello che si fa, senza però rispettare l’impegno altrui. Tante volte, soprattutto con le band emergenti, si cerca di essere sempre positivi e costruttivi anche se, per fortuna poche, alcune band hanno poco o nulla da dire. Forse l’errore è questo. Forse andrebbe ripreso il vecchio sistema dei giornali di settore della stroncatura senza appello. Il che verrebbe certo più semplice. Sarebbe sufficiente analizzare impietosamente e oggettivamente ciò che i gruppi propongono e il modo in cui lo propongono, come in un’equazione matematica. Sarebbe un favore alle band e agli ascoltatori evitare che creazioni quasi completamente inutili circolino? O magari è meglio proseguire sulla via costruttiva della recensione che vede quello che c’è e un po’ meno quello che manca, cercando di dare un parere valido e che incoraggia i gruppi a crescere? Questo è lasciato alla scelta dei recensori. Una cosa invece è certa: se chi propone musica originale vuole essere considerato un professionista, dovrebbe anche iniziare a comportarsi come tale ed essere pronto ad incassare anche pareri negativi o diversi dalle sue idee circa la propria proposta artistica. Diversamente, può sempre restare nel proprio piccolo circuito di amici che si complimentano vicendevolmente ma che non permettono di crescere. Ma forse non è il crescere che interessa.

back to the 80 II TD

Back to the 80′s: Always be down to earth, in touch with fans, inspired by your heroes

Words by Alex Pompili, thanks to Londa R. Marks

80’s, Back to the Future
A series of interviews with Hollywood, California 80’s Rock Legends By Alex Pompili, Rome, Italy For Tempi-Dispari.
Italy’s Source For Rock Star Interviews Hollywood has not been the same since the 80’s; the era of big hair glam bands painted faces, sexy rock music and rock and roll euphoria on the Sunset Strip. Rock show venues like The Whiskey, The Roxy, The Troubadour, Bill Gazzarri’s (where the Doors, Van Halen, Ratt, Guns ‘N Roses, Warrant, Faster Pussycat and more got their start) and Reseda Country Club were foreplay for after-show partying at the Rainbow Bar and Grill on the Sunset Strip, where all the rock stars hang out with their fans, do shots of Jack Daniels with them and give a few autographs. It was a legendary time in history. Rock journalist Alex Pompili of Rome, Italy for Tempi-Dispari, Italy, has arranged a series of interviews with some rock legends from this historic period in music which seems to be reigniting world wide. Thanks to Londa R. Marks for her irreplaceable contribution as manager and friend. Read More

 


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